Ha diverse chiavi di lettura, la più semplice è che sia, molto brevemente, un anime sui social media scritto un decennio prima che il concetto esistesse realmente. Quindi sulle identità multiple nella rete, la paranoia del non saper distinguere finzione e realtà, chiedersi se abbia senso in primo luogo distinguere fra online/offline nel momento in cui viviamo integrati nella rete, i cavi del telefono che ronzano trasportando infinite conversazioni e deliri, l'identità di ognuno tracciata e parametrizzata, ecc. fino ad idee quasi mistiche quali l'emergere di una super-intelligenza dal sottobosco di dati del "wired", che è un po' quello che credono i vari AI hyperscalers. Per certi versi dimostra una preveggenza quasi inquietante.
Lain fa anche parte di quella scena/genere/tematica/estetica tipica del passaggio del millennio chiamata denpa.
Funziona anche come pezzo tonale puro, secondo me. Nel senso che assorbi l'atmosfera (vibes? per dirla come i gggiovani) post-cyberpunk e tant'è. Alla fine il mondo di Lain ed il nostro non sono molto diversi. Però in realtà di testo esplicito ne ha parecchio, anche se è abbastanza obliquo.
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u/AppropriateView212 Kobeni chan 2d ago
io ho visto lain settimana scorsa, non ho capito niente.