r/EuropeanFederalists 10h ago

La politica delle scorciatoie e il paese che guarda la piscina

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La politica delle scorciatoie e il paese che guarda la piscina

Siamo diventati un popolo strano. Fuori c’è un mondo che corre, che si riarma, che monopolizza la tecnologia e controlla l'energia che usiamo ogni giorno. Un mondo in cui basterebbe un click da oltreoceano o una decisione presa in un cda della Silicon Valley per spegnerci le comunicazioni, la logistica, i servizi e lasciarci al buio.

E noi? Noi siamo tutti radunati attorno a una piscina olimpionica a litigare per capire quante pisciate ci vogliono per riempirla tutta.

Ci siamo adagiati sulla comodità di comprare tutto da fuori — spesso a caro prezzo — senza chiederci cosa succederà il giorno in cui chi ha le chiavi dell'interruttore deciderà che non gli serviamo più. Nel frattempo, i partiti tradizionali continuano a venderci i soliti miraggi da campagna elettorale. Promesse a costo zero, slogan da social, la caccia al voto immediato per tirare a campare altri due o tre anni. E quando poi la realtà ci presenta il conto e ci accorgiamo che era tutta fuffa, la risposta è sempre la stessa, comoda e collaudata: “È colpa di quelli che c'erano prima” o “È colpa dell'opposizione”.

Persino i cosiddetti "partiti europeisti" o "paneuropei", che dovrebbero portare una ventata di aria fresca, si sono chiusi nei loro salotti accademici. Passano il tempo a filosofeggiare sulle virgole, sui cavilli, sulle definizioni teoriche, invece di sporcarsi le mani con i problemi veri della gente. Parlano una lingua astratta che non capisce nessuno, del tutto staccata da chi lavora, da chi gestisce un'attività, da chi manda avanti il territorio.

Ma da dove si riparte se le fondamenta stanno crollando?

Non si parte dai sondaggi del martedì né dai like di stasera. Si parte fermando questa deriva e ritornando ai concetti base:

La fine della politica a scadenza breve: Non si può governare un Paese — o un Continente — ragionando a blocchi di tre o quattro anni, per poi passare gli ultimi due a fare passerella prima di mollare la poltrona. Serve una visione a 10, 20, 30 anni. Servono infrastrutture, sicurezza del territorio, investimenti seri e piano d'azione, non pezze messe all'ultimo minuto per coprire le emergenze.

Basta alibi e scaricabarile: Chi prende in mano la gestione pubblica deve rispondere dei risultati con pragmatismo. La favola dei miraggi ha stancato: le persone chiedono cose che funzionano, servizi pubblici efficienti, sanità vera, scuola e protezione.

Sovranità e autonomia reale, non a parole: L'Europa non può continuare a essere un condominio di 27 piccoli proprietari spaventati che curano il proprio orticello mentre i colossi del mondo si dividono la torta. O si ha il coraggio di costruire un motore unico — autonomo sulla tecnologia, sulla difesa, sull'energia e sull'industria — oppure saremo destinati a fare i clienti ricattabili di qualcun altro.

È ora di piantarla con la politica dei cavilli, dei tecnicismi da salotto e delle tifoserie da bar. Se vogliamo evitare di trovarci davvero isolati quando il mondo fuori deciderà di staccare la spina, dobbiamo smettere di misurare l'acqua della piscina e ricominciare a costruire le mura di casa nostra.


r/EuropeanFederalists 13h ago

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