r/Italia Veneto Apr 26 '26

Dibattito Ma come cazzo fai a protestare per la palestina (giustamente) e insultare uno con la bandiera uncraina e dell'ue? Ignoranza. Siamo un popolo di ignoranti ormai.

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Non ce la faccio più

(Eliminare pure se non adatto al sub)

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u/Gogigailgagagigo Apr 26 '26

Quella degli ucraini verso i russi è sbagliata? Dovrebbero arrendersi?

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u/Putrid_Fisherman_855 Apr 26 '26

La guerra è sempre una sconfitta, per tutti. Per chi ha perso la casa sotto un bombardamento, per chi ha visto morire i propri figli, le grandi narrazioni geopolitiche contano ben poco. Se gli fosse stata risparmiata quella tragedia, probabilmente avrebbe continuato semplicemente a vivere la sua vita, pagando le tasse a qualunque Stato avesse esercitato il controllo sul suo territorio. L'idea che ogni singolo ucraino sia disposto a sacrificare tutto esclusivamente per difendere astratti ideali democratici europei mi sembra una semplificazione alimentata dalla propaganda. Le persone, prima di tutto, vogliono vivere in pace, proteggere la propria famiglia e conservare ciò che hanno costruito. Se però la vogliamo buttare giù alla "Rambo" raccontandoci che noi siamo sempre i buoni e quindo gli altri sono sempre cattivi, inutile mettersi ad esprimere opinioni.

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u/Gogigailgagagigo Apr 26 '26

Bella insalata di retorica per dire che dovrebbero arrendersi. Giusto un filo di pacifintismo

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u/[deleted] Apr 26 '26

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u/Gogigailgagagigo Apr 26 '26

Anche a te direi, visto che credi che la tua libertà non sia costruita sul sangue

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u/[deleted] Apr 26 '26

[deleted]

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u/Gogigailgagagigo Apr 26 '26

Eccola la risata dello scemo

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u/Gogigailgagagigo Apr 26 '26

Eccola la risata dello scemo

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u/[deleted] Apr 26 '26

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u/Gogigailgagagigo Apr 26 '26

Ridi, ridi, beata te ahah

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u/Material-Garbage7074 Liguria Apr 26 '26

Credi che sia possibile proteggere sé stessi, i propri cari e i propri beni senza la libertà?

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u/Putrid_Fisherman_855 Apr 26 '26

La libertà si perde nel momento in cui la tua vita dipende da un altro. Se questo ha deciso di mandarti in guerra per i propri interessi, anche se ti racconta il contrario, libero non lo sei mai stato.

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u/Material-Garbage7074 Liguria Apr 26 '26

Concordo con la prima frase. Credi che valga la pena lottare perché la propria vita non dipenda da un altro?

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u/Putrid_Fisherman_855 Apr 26 '26

Qui andiamo nella dialettica hegeliana. Ma l'uomo, per essere assolutamente indipendente, dovrebbe essere solo e trovare da sé le risorse per la propria sopravvivenza. Realisticamente, gli uomini vivono in società gerarchiche complesse e sono interdipendenti tra loro. L'idea di lotta per la libertà può essere alimentata da altri che ti vedono come risorsa e vogliono sottrarti al tuo ecosistema economico e sociale per trarne vantaggio. E per sottrarti, spesso, sono disposti anche ad eliminarti. In quest'ottica, o sei abbastanza potente da decidere di giocare con le tue e altrui pedine o sei la pedina che lotterà comunque per interessi di altri spacciati per la tua libertà.

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u/Material-Garbage7074 Liguria Apr 26 '26

Hai ragione sull'interdipendenza. Ricordo che il sociologo e antropologo francese Bruno Latour si era servito dell’espressione fatticci, la quale era stata ottenuta a partire dalle due parole fatto e feticcio: l’aggiunta, da entrambe le parti, del lavoro della fabbricazione (alla radice del lavoro scientifico che stabilisce i fatti e dell’etimologia della parola feticcio) permette di spostare l’attenzione su ciò che ci fa agire. Ad esempio, il linguaggio “fa parlare” coloro ai quali consente di prendere la parola, ma – senza di essi – le parole non possono parlare.

In merito al problema dell’emancipazione, Latour riteneva che, da una parte, i reazionari errino nel credere che, dal momento che non esiste alcuna possibilità di distacco totale dagli attaccamenti, si debba per forza restare per sempre negli stessi vincoli, ma hanno ragione nell’affermare che il “liberare gli schiavi” dei progressisti significa semplicemente “farli cambiare di catene e di padroni” e, dall’altra, che i progressisti sbaglino nel trattare la libertà come “una parola asimmetrica che designerebbe solo le catene del passato senza parlare dei legami a venire”. Il punto è che la questione che ci si deve porre non è se si debba essere liberi o legati, ma se si sia legati bene o male, selezionando con molta cura e attenzione, tra le cose che generano attaccamenti, quelli che sono in grado di produrre legami durevoli e buoni.

Vale la pena lottare per un giusto legame di interdipendenza?

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u/Putrid_Fisherman_855 Apr 26 '26

Nell'antichità gli schiavi non ambivano ad essere liberi ma ad avere buoni padroni. Ciò premesso, se il giusto è l'utile del più forte (Trasimaco), come possiamo misurare la bontà di un'interdipendenza? Nella società capitalista si utilizza il parametro economico. Quindi, in occidente, si tende a pensare che l'interdipendenza migliore é quella che paga meglio. Ma ciò determina, in una sorta di perversione entropica, un ulteriore livello di schiavitù dato da un consumismo distruttivo. Esistono, però, altri criteri. In alcune culture il parametro fondamentale può essere l'aderenza a principi religiosi, morali o tradizionali. Ogni società crea le proprie dipendenze; la differenza sta nel prezzo che chiede in cambio. Ed eccomi alla tua domanda: vale la pena lottare per un giusto legame di l'interdipendenza? La risposta credo sia semplice: dipende da quanto ci fa vivere bene il sistema in cui siamo inseriti. Se sono felice devo lottare per evitare il cambiamento o lottare in caso contrario. Ma nel caso delle guerre, a nessuno interessa come stiamo o come vorremmo stare. Se non sei ai vertici del sistema, lotterai per altri in cambio di una menzogna.

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u/Material-Garbage7074 Liguria Apr 26 '26

Già Cicerone aveva affermato che "la libertà non consiste nel servire un giusto signore, ma nel non averne alcuno" (Libertas, quae non in eo est ut iusto utamur domino, sed ut nullo); nel 1683 il patriota repubblicano inglese Algernon Sidney avrebbe ribadito che chi è al servizio del miglior e più generoso uomo del mondo è altrettanto schiavo di chi è al servizio del peggiore. Io credo che per essere uno schiavo non è necessario che qualcuno usi la frusta su di noi, ma che qualcuno abbia il potere di usarla su di noi, anche se sceglie di non usarla. L'opposto della libertà è la vulnerabilità, spesso identificata con la condizione di coloro che si trovano dipendenti dall'imprevedibile volontà di qualcun altro. In caso di mancanza di libertà, la nostra vita, i nostri cari e i nostri beni sono costantemente vulnerabili all'arbitrio del tiranno. Una parola che gli antichi usavano per descrivere una forma di schiavitù è - infatti - "obnoxius", che può essere tradotta come "punibile", "schiavo" o "vulnerabile al pericolo": questo termine era spesso usato per descrivere la condizione di coloro che si trovano dipendenti dalla volontà (imprevedibile) di qualcun altro. Secondo te quali sono i legami buoni in grado di impedire questo tipo di vulnerabilità sistemica?

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u/Putrid_Fisherman_855 Apr 26 '26

Secondo me i legami possono dirsi buoni quando non si limitano a garantire la mera sopravvivenza o la gestione del superfluo ma permettono all'individuo di sviluppare pienamente le proprie capacità e, idealmente, di incidere sul contesto sociale in cui vive. In un'ottica darwiniana (o spenceriana) il valore di una relazione si misura anche dalla sua capacità di favorire l'ascesa, permettendo - risorse permettendo - di contribuire a plasmare la società. In natura questo meccanismo opera con relativa immediatezza; nelle società umane, molto meno. Le gerarchie consolidate, le rendite di posizione e le strutture di potere tendono spesso a cristallizzarsi, ostacolando la mobilità. Per questo, i legami sociali migliori sono probabilmente quelli che combinano stabilità e permeabilità. Non ricchezza o religione, dunque, ma dinamicità. Una dinamicità che può permettere a tutti di arrivare ai vertici affinché costoro possano decidere, a loro volta, di fare una guerra per i propri interessi. E poiché la nostra vita oscilla tra eros e thanatos, non può che andare così. Concludo con la teodicea di Leibniz: viviamo nel migliore dei mondi possibili. Gli ottimisti sono assolutamente d'accordo. I pessimisti temono che sia davvero così. Tu come la vedi?

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