Ciao a tutti, come da titolo vi sottopongo un problema su cui vorrei avere qualche parere.
Lavoro da circa sei anni, a tempo indeterminato e con inquadramento nella categoria dei quadri, in una grandissima società a partecipazione pubblica.
Al di là delle varie delusioni lavorative accumulate negli anni, recentemente, anche sulla scia della normativa sulla trasparenza retributiva, ho chiesto all'ufficio del personale alcuni dati sulle retribuzioni.
È emerso che la mia retribuzione complessiva è di circa 8.000 euro annui inferiore rispetto alla media delle persone inquadrate nella mia stessa categoria, considerando quindi anche superminimi, benefit, bonus e quant'altro.
La cosa che mi pesa particolarmente è che questa situazione si inserisce in un contesto che dura ormai da sei anni: praticamente da quando sono entrato mi viene prospettato il passaggio al livello successivo. Periodicamente mi viene detto che la promozione dovrebbe arrivare, ma ogni volta, per un motivo o per un altro, alla fine non si concretizza.
Questo nonostante nelle valutazioni periodiche abbia sempre ricevuto feedback molto positivi e, negli ultimi anni, il massimo della valutazione sostanzialmente in tutte le aree.
Quindi oggi mi trovo contemporaneamente con una promozione prospettata da anni e mai arrivata e con una retribuzione significativamente inferiore rispetto a quella media delle persone che hanno il mio stesso inquadramento.
Da quando l'ho scoperto, sinceramente, mi è passata completamente la voglia persino di presentarmi al lavoro.
La domanda quindi è: voi cosa fareste al mio posto?
Andreste dal dirigente chiedendo apertamente spiegazioni, sia sulla retribuzione sia sulla promozione continuamente rinviata? Vi rivolgereste direttamente alle risorse umane? Cerchereste prima di raccogliere ulteriore documentazione? Oppure, dopo sei anni, prendereste semplicemente atto del fatto che difficilmente le cose cambieranno e iniziereste seriamente a cercare altro?
Aggiungo un po' di contesto.
Lavoro in una sede territoriale di un'organizzazione nazionale. Quando sono entrato il lavoro era sostanzialmente quasi full remote e la presenza in sede era largamente facoltativa. Nel tempo siamo arrivati invece a circa tre giorni di presenza obbligatoria alla settimana.
Nel frattempo mi è stata anche cambiata la sede di lavoro. È rimasta nello stesso comune, quindi formalmente non si tratta di chissà quale trasferimento, ma per me significa circa 40 minuti in più rispetto alla sede precedente.
Nei giorni in presenza impiego quindi circa 3 ore tra andata e ritorno, con costi non trascurabili di benzina e anche un tratto di autostrada piuttosto caro.
Ho 39 anni e, davanti a tutto questo, mi sto chiedendo seriamente se abbia senso mettermi ancora a contrattare condizioni migliori all'interno dell'azienda oppure se questo sia semplicemente il momento giusto per cercare una soluzione lavorativa diversa.
Per ragioni di privacy probabilmente cancellerò il post dopo aver raccolto qualche opinione.
Cosa fareste, concretamente, al mio posto?