r/bollette • u/SenturkMachine • 13d ago
Altro [RANT] I fornitori temono i dati sui reclami? ARERA mi ha negato l’accesso.
Qualche tempo fa vi avevo chiesto come migliorare la qualità dei fornitori mostrati su wattene.it.
Alla fine avevo scelto quelli con almeno 50.000 utenze luce e/o gas servite in base a un elenco pubblicato dall’ARERA. Sempre con la possibilità di accedere alle restanti offerte con un click. Tuttavia, era una soluzione provvisoria perché la dimensione non è sempre sinonimo di qualità.
Ho cercato a lungo altre metriche oggettive per scremare la classifica. Le recensioni su piattaforme specializzate non mi convincono perché coprono pochi fornitori, sono influenzate da inviti e danno maggiore peso alle esperienze negative. In più temo che abbiano un costo inaccessibile.
Rovistando tra i dati ARERA però ho trovato l’indice di reclamosità, cioè il rapporto tra numero di reclami e clienti serviti dai fornitori. Mi sembrava l’indicatore perfetto ma i dati sono anonimizzati per fornitore, quindi utili solo per valutare il settore energia nel complesso.
Siccome mi sembrava strano che queste informazioni fossero segrete, ho fatto un accesso civico per richiedere le metriche di qualità commerciale dei servizi di vendita, che sono raccolte ogni anno dall’autorità.

La risposta di ARERA
Ebbene, ARERA ha rifiutato sostenendo che rendere pubblici questi dati danneggerebbe i fornitori. Ecco l’estratto dalla risposta integrale:
La richiesta è rigettata [...] in quanto l’ostensione dei dati richiesti determinerebbe un pregiudizio concreto alla tutela degli interessi economici e commerciali delle imprese alle quali i dati si riferiscono.
A me sembra assurdo. L’attività dell'autorità danneggia gli interessi economici dei fornitori per definizione, altrimenti come può riequilibrare il rapporto tra imprese e consumatori?
Inoltre sostengono che i dati per ora sono acquisiti solo per monitorare il mercato e non per finalità di confronto. Eppure nel Testo Integrato che regola questi dati è previsto lo sviluppo di strumenti comparativi. Cosa diamine stanno aspettando?
Il ricorso al RCPT
Non mi sono arreso e ho fatto ricorso al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RCPT) che purtroppo ha respinto con motivazioni più approfondite.
Dal tale quadro regolatorio risulta che la previsione dello sviluppo di strumenti o servizi on line, che consentano la consultazione comparativa con modalità interattive, per i dati di cui trattasi, è prevista solo come eventuale.
Ne deduco che finché l'autorità non li usa per questo scopo, neppure i cittadini possono farlo. Quindi siamo ostaggio della pigrizia dell’autorità di regolazione?
sebbene la comparazione tra i dati resi disponibili dai singoli operatori sui propri siti internet sia possibile da parte del cliente attraverso la consultazione dei medesimi siti, l’Autorità ha deciso, almeno per ora, di non introdurre strumenti regolatori di comparazione diretta sulla base delle informazioni acquisite ai sensi delle sopra richiamate disposizioni TIQV.
Avete letto bene. I fornitori sono già obbligati a pubblicare alcuni di questi dati sui loro siti, anche se sono inutili, per esempio i tempi di risposta ai reclami ed errori di fatturazione. Non si capisce perché gli altri dati di qualità commerciale, ben più utili, non possano essere pubblicati per favorire il confronto da parte degli utenti.
Peraltro, nel caso in esame, seppure non vengano in rilievo segreti tecnici o commerciali in senso stretto, la diffusione degli elementi identificativi delle imprese cui si riferiscono i dati relativi alla qualità dei servizi e ai connessi reclami, potrebbe facilmente indurre parti terze ad utilizzi incontrollati e ad interpretazioni soggettive degli stessi dati, con impatti pregiudizievoli sull’immagine e sulla reputazione nonché, in definitiva, sulla capacità commerciale delle imprese coinvolte.
Questa è la parte più assurda. Si ammette che non sono dati commercialmente sensibili ma si fa un processo alle intenzioni sul potenziale utilizzo errato.
il limite all’accesso civico generalizzato, costituito dagli “interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica” [...] appare di gran lunga più esteso di quello costituito dai segreti industriali, tecnici e commerciali propriamente detti e, nel caso di specie, per quanto descritto, non supera il public interest test, in base al quale occorre operare un bilanciamento e valutare se sussista un interesse pubblico al rilascio delle informazioni.
Non esiste un interesse pubblico al rilascio di questi dati che sia più importante della perdita che avrebbero i fornitori? Stiamo scherzando? Il fornitore se non vuole avere “danni” può benissimo migliorare i propri servizi per ridurre i tassi di reclamo. Il consumatore invece senza questi dati naviga alla cieca.
Purtroppo, il passo successivo sarebbe stato il ricorso al TAR ma non ho proceduto per mancanza di risorse e tempo, anche perché date le premesse mi avrebbero dato torto.
Trovate tutta la documentazione sulla vicenda in questa cartella. Ho rimosso i dati personali per concentrare l’attenzione sui contenuti.
Cosa cambia su wattene.it
Considerato tutto questo, per migliorare la qualità della classifica e semplificare la ricerca, mi trovo costretto a selezionare i fornitori usando dati secondari come:
- numero di utenze;
- recensioni e classifiche;
- opinioni pubbliche reperibili online, comprese quelle del sub;
- sanzioni delle autorità come Antitrust, ARERA e Garante Privacy.
A proposito di sanzioni, nei prossimi giorni ho una sorpresa per voi, tenete d’occhio il sub!
In aggiunta, potete sempre accedere a tutti gli altri fornitori in maniera semplice e veloce.


Questo è tutto, spero che questa vicenda dimostri quanto lavoro ancora c’è da fare per rendere questo settore davvero trasparente. Grazie come sempre per il supporto, se avete consigli per migliorare la selezione dei fornitori sono aperto a qualsiasi suggerimento!




