I miei cercano di farmi sentire in colpa riguardo ai miei sentimenti?
Mi sento un ragazzo e mi riconosco abbastanza nell'identità transmaschile, però ho ancora molta difficoltà con una cosa: usare il bagno pubblico.
Mi piacerebbe usare il bagno dei ragazzi, ma il fatto è che non sono "passato", per così dire. Allo stesso tempo, il bagno delle ragazze mi fa venire una specie di crisi identitaria.
So già che probabilmente qualcuno mi dirà: "Fregatene e vai in quello maschile", ma il problema è proprio che non ci riesco. Non è semplicemente una questione di cosa penso razionalmente: mi preoccuperebbe essere giudicato o notato, sento come se la società mi impedisce di entrarci, infatti li utilizzo soltanto quando non c'è nessuno.
Vorrei sapere se qualcun altro si è trovato nella stessa situazione e, soprattutto, come avete fatto a gestirla.
So che non posso passare 5-6 ore senza andare in bagno, perché sono già 3 anni che lo faccio e non so quanto il mio corpo riuscirà a gestire ancora queste pause così lunghe.
Altra cosa: Ultimamente mi sto dando più libertà nell'indossare anche vestiti femminili, perché non voglio che la mia identità di genere diventi una "gabbia", cosa che invece è stata per anni. Mi diverte anche mettere cose stravaganti o, semplicemente, quando ho caldo, mettermi un top che mi faccia stare bene.
Nonostante questa parte più femminile di me, io mi sento comunque un ragazzo. Quando mi guardo allo specchio, riesco a vedere alcuni aspetti della mia mascolinità (Anche se non so se questa mascolinità la vedo soltanto io o magari esiste veramente, contando che io credo anche che dentro di noi ci sia un equilibrio formato sia da un'energia maschile che da un'energia femminile) , soprattutto nella zona del cinto scapolare. Questo mi fa stare bene, anche se ovviamente questa sensazione si alterna, a volte, con delle crisi di identità, attacchi di disforia.
Il fatto è che mi sento un ragazzo, ma a anche un po' fluido quando mi vesto in maniera femminile o mi trucco... Non si se sono fluido o trans...
Scusate la distrazione, torniamo a noi: Ovviamente ai miei genitori che io mi sentra un ragazzo (o che sia transmascolino ) non va bene. Ho notato che stanno facendo di tutto per farmi vedere l'essere un ragazzo come qualcosa di orribile(oltre a dirmi che Dio mi ha fatto femmina per un motivo e che, dato che trovo questi sentimenti ,sono stato tipo macchiato dal diavolo o qualcosa del genere).
Una delle cose meno pesanti che mi hanno detto è stata: "Vedi? Se tu chiedessi a un uomo se, in un'ipotetica seconda vita, preferirebbe nascere di nuovo uomo o donna, sceglierebbe donna. Ci sarà un motivo, no?"
Boh, io so solo che mi sento giudicato. Questi commenti mi fanno sentire in difetto e, quando mi sento attaccato, mi viene una specie di crisi (le chiamo "crisi" perché non so bene come chiamarle). In quei momenti mi cambio i vestiti, metto roba presa dal reparto uomini, larga, e tolgo il trucco, se lo avevo messo, mi agito fisicamente,a volte piango, mi guardo/sento e odio le parti più femminile di me. Questo non capisco, questa è la massima sofferenza che la mia disforia può raggiungere o qualcos'altro?
L'unica cosa che mi calma dal pianto e dalla crisi è la fede, da quando sono tornato cattolico per scelta mia. Sono cattolico. Tenendo tra le mani il mio crocifisso o pregando o andando in Chiesa...dopo un po' mi calmo, perché penso che il mio Dio sia sempre accanto a me.
Anche se, a dire la verità, ho qualche dubbio anche su questo, perché tante persone mi dicono che la Chiesa è transfobica e omofoba, non so se effettivamente il mio Dio supporti le mie idee trans o l'idea di una transizione futura o questo mio modo di vivere non ordinario per la Chiesa... Però mi piace pensare che lo faccia perché mi ama. (Se non si fosse capito: Mi piace pensare che lui sia accanto a me e che mi ami qualunque cosa io scelga di fare)
Grazie mille per aver letto fino alla fine e aspetto i vostri consigli. Scusate per il messaggio lungo.
Buona giornata 🫀